L'ASSENZA

coreografia e danza Paola Bianchi
testi e lettura Ivan Fantini

installazione sonora Nicola Amato
sculture Paolo Migliazza
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
produzione FC@PIN.D’OC
in collaborazione con Agar
con il contributo di Mibact e Regione Sicilia
C’è un corpo che rincorre la sottrazione, l’essenza del vuoto, lo spazio vuoto, che cerca il senso di una presenza nell’assenza. È un corpo che si prosciuga sigillato nella sua immagine, un corpo che vacilla, un corpo che cerca un’identità. Un corpo che ricorda che del presente non ha notizie, pare che non gli somigli.
Quel corpo ripercorre al contrario un sentiero prestabilito nascosto nella miseria del quotidiano, quel corpo si riduce, si ridicolizza. Quel corpo è vuoto, debole, niente in quel corpo sfiora la parvenza di integrità; quel corpo è privo di attendibilità, anche il suo odore è provvisorio.                 Paola Bianchi

L'assenza dice dell'interiorità, di ciò che può l’altrove. Altrove che ci appartiene, ma che avvertiamo come eccezione - stato dell'io denudato, inadeguato, inerme, stigma punitivo. L'assenza origina dalla mancanza - da quel che accade al limite e oltre il limite, nella veglia, nel sorgere dell'immaginazione. L’assenza dice di me mentre parlo di altro, dice di altro mentre parlo di me.                 Ivan Fantini

Un ibrido tra musica concreta e sound art per indagare il concetto del silenzio e dell’ascolto: la ricerca di suoni nascosti in un “silenzio mormorante”, un pulviscolo sonoro relegato ai minimi livelli percettivi che giunge alla consapevolezza di chi ascolta solo quando quest’ultimo si avvicina o quando finisce l’impulso sonoro. I suoni proposti derivano dalla manipolazione di registrazioni ambientali, white noise e tracce di chitarra che vengono percepite non più come note ma come eventi sonori. Il silenzio viene così squarciato da un suono inteso come segno, come materia che attraversa uno spazio, lo satura per essere poi assorbito dallo stesso. Altre frequenze creeranno un gioco percettivo dato dai binaural beats: un fenomeno secondo il quale il cervello di un individuo, ascoltando due frequenze a un dato intervallo, genera e percepisce una terza frequenza che in realtà non viene emessa, è assente.                                Nicola Amato

Un'attesa, una domanda costante, la presenza fisica dell'interrogativo che fra aperture e sospensioni diviene sinonimo di un'assenza di risposte certe, circoscritte a delle verità morenti. Un equilibrio precario, apparente che negli squarci dei corpi ci impone il peso del bilico e l'interrogarsi della coscienza; un travaso perpetuo che si fa corpo pulsante delle nostre sensazioni più intime, il tentativo necessario di dare una struttura a quei pieni e quei vuoti che rincorrendosi fra gli squarci dei corpi svelano le relazioni che legano il visibile della carne all'invisibile della coscienza.                  Paolo Migliazza